A proposito del concerto…

Non voglio fare nè critica nè polemica. L’evento è passato ma se posso dare un mio personale contributo consiglierei a chi organizza tali eventi quindi per le prossime volte di far pagare il biglietto dando in cambio un buono spesa da consumare presso le attività commerciali della città. Attivando questa operazione si otterrebbero sicuramente dei vantaggi; il primo che una volta terminata la vendita dei biglietti corrispondenti alla capienza della location non si creano false aspettative specialmente per gente che parte da lontano per raggiungere l’evento, altro vantaggio è quello di creare un utile introito per le attività commerciali locali. Bisognerebbe anche iniziare a pensare ad individuare altre location con più capienza se si vuole continuare con progetti simili. Piccola critica: qualcuno che si interessa di politica cegliese ha detto che questi eventi non sono programmati per la fruizione da parte dei residenti ma per i turisti; andate a chiedere hai turisti che sono giunti da molto lontano cosa ne pensano dell’organizzazione… Meditate gente meditate.

La profezia sull’imminente futuro dell’umanità

Uno dei più grandi maestri spirituali dell’era moderna è Peter Deunov e del suo allievo Mikhael Aivanhov che ha diffuso il suo insegnamento in Francia e nel resto del mondo dopo la sua morte avvenuta il 27 dicembre 1944. Il mistico Peter Deunov ebbe una visione che lo indusse a raccontare una profezia sul futuro del genere umano all’alba del nuovo millennio.

Deunov, noto ai bulgari anche col suo nome spirituale Beinsa Douno, era un filosofo, musicista (usava il potere del suono per indurre trasformazioni nella coscienza), chiaroveggente e maestro spirituale che aveva sviluppato una forma di cristianesimo esoterico. Curiosamente, la sua profezia anticipava in grande dettaglio il concetto di Superonda, che predisse avrebbe purificato la Terra in un futuro molto prossimo e non solo avrebbe comportato un’enorme trasformazione geologica, ma anche cambiato spiritualmente il mondo, portando in essere una nuova razza umana, la “sesta razza”.

“… Ognuno sarà presto soggiogato dal fuoco divino, che purificherà e preparerà tutti per quanto riguarda la Nuova Era. Alcuni decenni passeranno prima che arrivi questo Fuoco, che trasformerà il mondo portando una nuova morale. Questa immensa onda proviene dallo spazio cosmico e inonderà tutta la terra. Tutti coloro che tenteranno di opporvisi verranno portati via e trasferiti altrove. Anche se gli abitanti di questo pianeta non si trovano tutti allo stesso grado di evoluzione, la nuova ondata sarà sentita da ciascuno di noi. E questa trasformazione non toccherà solo la Terra, ma l’insieme di tutto il Cosmo.”

Inoltre fa riferimento a sconvolgimenti terrestri che indicano il verificarsi di effetti climatici e sismici enormi. Egli afferma:

“Ci saranno inondazioni, uragani, incendi e terremoti giganteschi che spazzeranno via tutto. Il sangue scorrerà in abbondanza. Ci saranno rivoluzioni; terribili esplosioni risuoneranno in numerose regioni della Terra. Là dove c’è la terra, verrà l’acqua, e dove c’è l’acqua, verrà la terra.”

avanti si riferisce alle onde di “elettricità cosmica”, che spazzeranno la Terra. Infatti, la componente principale di una Superonda sarebbero i suoi elettroni di raggi cosmici. Qui egli indica una scarica in corso:

“La Terra sarà presto spazzata da ondate straordinariamente rapide di Elettricità Cosmica. Qualche decennio da ora gli esseri malvagi che deviano gli altri non saranno in grado di sostenere la loro intensità.”

Deunov menziona anche che il nostro sistema solare sta attualmente attraversando una malsana regione polverosa di “spazio contaminato” chiamato “zona 13”, che è stata prodotta dalla distruzione di una costellazione o da una stella:

“Il nostro sistema solare sta ora attraversando una regione del cosmo dove una costellazione che fu distrutta ha lasciato il segno, la sua polvere. Questo attraversamento di uno spazio contaminato è fonte di avvelenamento, non solo per gli abitanti della Terra, ma per tutti gli abitanti degli altri pianeti della nostra galassia. Soltanto i soli non sono influenzati da questo ambiente ostile. Questa regione è chiamata “la tredicesima zona”; si chiama anche “la zona delle contraddizioni”. Il nostro pianeta è racchiuso in questa regione da migliaia di anni, ma finalmente ci stiamo avvicinando all’uscita di questo spazio di oscurità e siamo sul punto di raggiungere una regione più spirituale, in cui vivono gli esseri più evoluti.”

Infatti, proprio come egli profetizza, il sistema solare per un lungo periodo di tempo, forse per gli ultimi 3 milioni di anni, ha attraversato il bordo dei resti di una supernova, lo Sperone Polare settentrionale, continua a leggere cliccando qui

Fonte: https://www.dionidream.com

Il destino della terra

Quale sarò il destino della terra nei prossimi decenni? La terra ormai è condannata? Prima o poi diventerà inabitabile e l’umanità scomparirà dall’universo? A quale destino va incontro la terra? A queste domande devono seguire delle azioni atte a scongiurare per tempo l’estinzione dell’essere umano. Occorre al più presto provvedere e preparare un piano per abbandonare il pianeta.

Quella tesi non è la trama di un nuovo film di fantascienza ma la convinzione del professor Stephen Hawking, da lui enunciata durante un discorso al festival della scienza di Trondheim in Norgegia, lo Starmus.

Secondo Hawking è solo questione di tempo prima che un asteroide, la sovrappopolazione o l’aumento delle temperatura distruggano la vita sulla Terra in via definitiva: è necessario quindi trovare al più presto una alternativa.

Proxima Centauri B

Tale alternativa, va da sé, si può trovare solo nello spazio: bisogna riconquistare la Luna entro il 2020 e poi, appena possibile, iniziare una missione verso Proxima B, un pianeta in orbita intorno a Proxima Centauri che potrebbe essere in grado di supportare la vita.

«Io sono convinto che gli esseri umani debbano lasciare la Terra. Sta diventando troppo piccola per noi, e le risorse vengono esaurite a un ritmo allarmante» ha dichiarato lo scienziato.

«Abbiamo regalato al nostro pianeta il disastro del cambiamento climatico, dell’aumento delle temperature, della riduzione delle calotte polari, della deforestazione e della decimazione delle specie animali. Quando in passato si sono raggiunte crisi simili, di solito si è cercato un nuovo luogo da colonizzare» ha continuato Hawking.

«Cristoforo Colombo l’ha fatto nel 1492 quando ha scoperto il nuovo mondo. Ma adesso non abbiamo più un nuovo mondo. Stiamo finendo lo spazio e l’unico luogo in cui andare sono gli altri mondi».

Se l’umanità vuole sopravvivere alle calamità, siano esse naturali che provocate dall’incuria stessa dell’uomo, quali la caduta di un asteroide o l’esaurimento di risorse vitali, deve sparpagliarsi su più pianeti possibili: in tal modo le probabilità che la specie sopravviva aumenterebbero.

Per iniziare, secondo Hawking è bene guardare ai mondi più vicini: la Luna e Marte, dove si possono costruire avamposti rispettivamente entro 30 e 50 anni. Ma poi sarà necessario guardare oltre i confini del sistema solare: a Proxima B, per l’appunto.

Per allora, dovremo sviluppare propulsori a fusione nucleare o qualche tipo di motore a materia-antimateria, come quelli immaginati nei vari films di fantascienza, per poter affrontare viaggi lunghi diversi anni-luce. Sarà necessario aver sviluppato camere di ibernazione per affrontare i lunghi viaggi interstellari, insomma tutte quelle tecnologie atte alla sopravvivenza del genere umano-

«La razza umana è esistita come specie isolata per circa due milioni di anni. La civiltà è nata circa 10.000 anni fa e il ritmo di sviluppo è andato aumentato costantemente».

«Se l’umanità vuole continuare per un altro milione di anni» – conclude Hawking – «deve andare là dove nessuno è mai giunto prima. Io sono ottimista. Devo esserlo. Non abbiamo alternative».

E noi aggiungiamo una esortazione ai grandi della terra, ai potenti: «Salvaguardate il genere umano attuando tutto quello che è in vostro potere sia per la sopravvivenza futura del genere che per quella attuale implementando tutte le possibili soluzioni ai problemi catastrofici almeno quelli creati dall’incuria dell’uomo».

Meditate gente, meditate…

Se a Natale…

natale2016Se a natale, ogni fiocco che cade disegna un sorriso, sarebbe tutto più semplice, se per ogni regalo scartato un cuore si sveglia, la vita diventa leggera, anche solo per quel attimo, si potrebbe per una sera mandarsi un messaggio, e dirsi, buon natale, e poi rispondersi, per poi tornare nel solito silenzio…

Se a natale il mondo si abbracciasse, proverebbe una grande emozione, giusto il tempo per riprendere fiato, e ritornare nel buio e nel silenzio dei giorni avvenire, con un sorriso in più.

(Ejay Ivan Lac)

La vita e la morte

morte_genitori

La morte rappresenta sempre un trauma che quando ci colpisce ci segna per il resto della nostra vita. Questa esperienza negativa che prima o poi, purtroppo, tutti vivono viene amplificata nel momento in cui la perdita riguarda gli affetti più cari e nello specifico i propri genitori. La propria vita subisce in modo repentino un radicale cambiamento; si diventa orfani improvvisamente e quel senso di sicurezza e protezione acquisito alla nascita, quello di poter fare affidamento sulla mamma e sul papà, viene a decadere per sempre. La quotidianità vissuta fino a quel tragico momento ossia poter interagire con loro, poterli toccare, vederli, condividere gioie e dolori, adesso non c’è più; la nostra vita viene depauperata di quel senso di intimità acquisito alla nascita.

In realtà nessuno è mai pronto ad affrontare la morte, soprattutto se si tratta della morte di uno o di entrambi i genitori. Per superare questo momento, almeno in teoria, dovremmo essere in grado di capirla, ma la morte è, in senso stretto, del tutto incomprensibile sebbene rappresenti l’unica certezza nella nostra vita, resta il più grande mistero della nostra esistenza, forse il più grande di tutti. La morte per cause naturali è dolorosa; maggiormente lo è per un incidente mentre se le cause sono da ricercare in una malattia la situazione è molto diversa rispetto a un decesso improvviso. Anche il tempo che intercorre tra la morte di uno e/o dell’altro genitore ha un suo peso: se è trascorso poco tempo, il dolore è più difficile mentre se, il lasso di tempo è maggiore, forse si è un po’ più pronti ad accettarlo. La perdita non è solo materiale, non scompare solo il corpo, ma un intero mondo fatto di parole, di carezze, di gesti. L’evento della morte può essere intuito,  ma non dichiarato in modo preciso di quando si verificherà; tutto si riassume in un attimo e quell’istante è categorico e determinante. Irreversibile. Il ciclo della vita si è compiuto ed è arrivato il momento di dire addio a tutte quelle esperienze vissute in loro compagnia, che siano state belle o brutte, adesso si devono metterle da parte in un ricordo.

Con la morte si inizia a capire molti aspetti delle vite di coloro che non ci sono più si riesce a capire i motivi di tante loro azioni che, fino a quel momento per noi, erano state incomprensibili e contraddittorie. Indipendentemente dalla propria età, quando muoiono i propri genitori, è normale sentire un senso di abbandono. I genitori sono il nostro primo amore e non importa quanti conflitti o quante differenze abbiamo avuto con loro: sono esseri unici ed insostituibili nella nostra sfera emotiva.

Per questi motivi, finché sono vivi, è importante essere consapevoli del fatto che i genitori non ci saranno per sempre, che sono, geneticamente e psicologicamente, la realtà dalla quale siamo nati; che sono unici e che la nostra vita cambierà per sempre dopo la loro scomparsa. Meditate gente, meditate…